Mi hanno chiesto il perché del nome "il pacificatore".
Mi hanno chiesto il perché dell'uso della figura di Rasputin.
Mi hanno anche chiesto chi sono.
Il nome che uso proviene da un mio tentativo di "mettere pace", durante una situazione spiacevole.
Non mi era MAI capitata la figura di "paciere" e, ovviamente, fallii miseramente.
In più, il tutto, fu visto negativamente e non fece altro che alimentare il fuoco.
Rasputin... occhi da lupo... capace di curare e allo stesso tempo annientare una persona... un folle...un visionario... una figura che incute terrore e rispetto... un uomo che, alla fine, esalta la vita anche durante la sua morte:
da Wikipedia:
"Rasputin fu avvelenato col cianuro durante una cena a casa di Feliks Jusupov; ma, poiché resisteva al veleno, i congiurati gli spararono al fianco con una pistola. Rasputin però si riebbe: venne così colpito da un nuovo colpo alla schiena e, mentre veniva trascinato verso il cancello del cortile, fu finito con un colpo in fronte. Il suo cadavere fu gettato nel fiume Moika, da cui riemerse il giorno dopo. Fu riscontrata acqua nei polmoni: quindi, nonostante il veleno e i colpi di pistola, Rasputin fu gettato nell'acqua ancora vivo, dimostrando così un'inaspettata e sorprendente vitalità."
Chi sono? Sono lui.
venerdì 14 novembre 2014
lunedì 6 ottobre 2014
IL RUBAMICI
Ci sono gli amici.
I falsiamici.
I trombamici.
E anche i rubamici.
Quello che ho avuto la sfortuna di incontrare, ha fatto un lavoro coerente e costante nel tempo.
La storia era sempre la stessa: gli presentavo qualcuno e lui, in automatico, entrava nella sua vita e tentava di trarne vantaggi.
Otteneva dapprima il numero di telefono, tentando da subito di organizzare uscite in sordina, guardandosi bene dall'avvisarmi. Dopodichè, iniziava subito con lo screditarmi in modo lieve ma sempre crescente.
Nel momento in cui aveva ottenuto la collaborazione che sperava, abbandonava la nave e tornava dal suo "migliore amico", cioè io.
Gli presentavo gente e lui, bypassandomi, ne diventava l'"amicone". Queste persone, a loro volta, lo introducevano ad altri... e lui, snobbando il "vecchio", si attaccava al "nuovo", creando una fitta rete di relazioni che, una volta spremute, non gli sarebbero più servite.
Nonostante tutto, è sempre riuscito ad apparire come il Micky Mouse della situazione: opportuno, educato, pronto a non scontentare mai nessuno...insomma, finto come Giuda.
Se dovessi scrivere una lista di persone che gli ho fatto conoscere, e per le quali- per un certo periodo- ha invece ignorato me, che ha spremuto e lasciato per strada....beh, il post sarebbe molto più lungo.
Beh, comunque, l'applauso è per te.
I falsiamici.
I trombamici.
E anche i rubamici.
Quello che ho avuto la sfortuna di incontrare, ha fatto un lavoro coerente e costante nel tempo.
La storia era sempre la stessa: gli presentavo qualcuno e lui, in automatico, entrava nella sua vita e tentava di trarne vantaggi.
Otteneva dapprima il numero di telefono, tentando da subito di organizzare uscite in sordina, guardandosi bene dall'avvisarmi. Dopodichè, iniziava subito con lo screditarmi in modo lieve ma sempre crescente.
Nel momento in cui aveva ottenuto la collaborazione che sperava, abbandonava la nave e tornava dal suo "migliore amico", cioè io.
Gli presentavo gente e lui, bypassandomi, ne diventava l'"amicone". Queste persone, a loro volta, lo introducevano ad altri... e lui, snobbando il "vecchio", si attaccava al "nuovo", creando una fitta rete di relazioni che, una volta spremute, non gli sarebbero più servite.
Nonostante tutto, è sempre riuscito ad apparire come il Micky Mouse della situazione: opportuno, educato, pronto a non scontentare mai nessuno...insomma, finto come Giuda.
Se dovessi scrivere una lista di persone che gli ho fatto conoscere, e per le quali- per un certo periodo- ha invece ignorato me, che ha spremuto e lasciato per strada....beh, il post sarebbe molto più lungo.
Beh, comunque, l'applauso è per te.
mercoledì 1 ottobre 2014
L'UTILITA' DI UN AMICO IMMAGINARIO
Quando ero piccolo, TUTTI i miei amici ne avevano almeno uno.
Così, un giorno, per fare il figo, dissi a mio fratello che anche io avevo un amico immaginario.
Non ricordo nemmeno che nome gli avessi frettolosamente affibbiato, ma venni smontato in due secondi.
"Ma smettila, va'! Si vede benissimo che non credi ad una sola parola di ciò che stai dicendo. Tu non hai nessun amico immaginario!"
Era vero: non lo avevo mai avuto e non lo avrei avuto mai, nemmeno se me ne fossi convinto.
Ora come ora, a 33 anni, ne vorrei uno.
Così, un giorno, per fare il figo, dissi a mio fratello che anche io avevo un amico immaginario.
Non ricordo nemmeno che nome gli avessi frettolosamente affibbiato, ma venni smontato in due secondi.
"Ma smettila, va'! Si vede benissimo che non credi ad una sola parola di ciò che stai dicendo. Tu non hai nessun amico immaginario!"
Era vero: non lo avevo mai avuto e non lo avrei avuto mai, nemmeno se me ne fossi convinto.
Ora come ora, a 33 anni, ne vorrei uno.
mercoledì 24 settembre 2014
RIFLESSIONE MUSCIALE
In un momento di malattia, quindi con moltissimo tempo a disposizione per pensare a cose futili, mi sono perso filosofeggiando da solo sul perché i gruppi che perdono il cantante facciano cagare.
Genesis: vogliamo parlare della loro qualità artistica, nel dopo-Gabriel?
Queen: hanno tentato in tutti i modi di sostituire Mercury con Rodgers... ma cos'hanno risolto?
Iron Maiden: quando Dickinson mollò il colpo, sostituirlo con Blaze fu una delle scelte più assurde...
Mi vengono in mente nomi di gruppi come Guns n' Roses (si separano al massimo della notorietà, Axl molla tutto e nessuno è più in grado di fare nulla di decente), Alice in chains ( l'insostituibile Layne...e un gruppo che non riesce più a bissare i successi del passato), Stone Temple Pilots (un camaleontico e ultra carismatico Weiland sostituito dal cantantucolo dei Linkin Park, che tenta di imitarlo a tutti i costi).
E se Patton lasciasse i Faith No More? Credo ricadrebbero nell'oblio come hanno fatto in questi anni.
Sono davvero pochi i gruppi che ce l'hanno fatta dopo l'abbandono del leader.
Forse giusto i Pink Floyd. Ma loro sono un caso a parte, suvvia.
sabato 20 settembre 2014
venerdì 12 settembre 2014
PRESERVIAMO GLI STUPIDI
E' una cosa che mi sono ripromesso di fare da vario tempo e, ultimamente, ne ho già "salvati" almeno tre.
Di stupidi, intendo.
Quelle persone con le quali è impossibile parlare perché diventano verbalmente aggressive pur non avendo argomentazioni per supportare le loro idee.
Quelle persone che parlano un tanto al braccio, pur non avendo nozioni a riguardo.
Quelle persone che credono di avere la verità in tasca.
Non so voi, ma io tendo a parlare solo delle cose che conosco e su cui non posso fare una brutta figura.
Al massimo, se NON SO, tendo ad ascoltare chi ne SA più di me. Poi, ovviamente, corro ad informarmi.
Ho sempre provato a fare ragionare chi mi stava davanti, iniziando così guerre infinite... e ho sempre sprecato miliardi di parole.
Poi, un giorno, qualcuno mi disse: "Tu fai sentire stupide le persone".
Provai a ribattere: "Se una persona si sente stupida parlando con me... beh, o coltiva grandissimi complessi di inferiorità oppure è stupida davvero. A me capita di sentirmi stupido solo davanti a chi è superiore..."
Da qualche tempo ho deciso di alzare bandiera bianca e di lasciare pascolare gli stupidi nel prato che più preferiscono. In tal modo, le discussioni terminano subito, non c'è litigio e lo stupido se ne va con il sorriso sulle labbra, sapendo in cuor suo di aver vinto. Ok, nessun problema.
Fatelo anche voi, vi prego: gli stupidi sono la razza del futuro. PRESERVIAMOLI!
Di stupidi, intendo.
Quelle persone con le quali è impossibile parlare perché diventano verbalmente aggressive pur non avendo argomentazioni per supportare le loro idee.
Quelle persone che parlano un tanto al braccio, pur non avendo nozioni a riguardo.
Quelle persone che credono di avere la verità in tasca.
Non so voi, ma io tendo a parlare solo delle cose che conosco e su cui non posso fare una brutta figura.
Al massimo, se NON SO, tendo ad ascoltare chi ne SA più di me. Poi, ovviamente, corro ad informarmi.
Ho sempre provato a fare ragionare chi mi stava davanti, iniziando così guerre infinite... e ho sempre sprecato miliardi di parole.
Poi, un giorno, qualcuno mi disse: "Tu fai sentire stupide le persone".
Provai a ribattere: "Se una persona si sente stupida parlando con me... beh, o coltiva grandissimi complessi di inferiorità oppure è stupida davvero. A me capita di sentirmi stupido solo davanti a chi è superiore..."
Da qualche tempo ho deciso di alzare bandiera bianca e di lasciare pascolare gli stupidi nel prato che più preferiscono. In tal modo, le discussioni terminano subito, non c'è litigio e lo stupido se ne va con il sorriso sulle labbra, sapendo in cuor suo di aver vinto. Ok, nessun problema.
Fatelo anche voi, vi prego: gli stupidi sono la razza del futuro. PRESERVIAMOLI!
lunedì 14 luglio 2014
LA CHIAMAVO "ELITE"....
...e in realtà era solo un fatto di "collettività malata".
Incontrare non 1, non 2, non 3.... ma ben 9 persone d'accordo nell'agire allo stesso modo (loro direbbero "coerentemente") è una situazione quantomeno allucinante.
L'ex gruppo, 1 amico storico, 2 ex morose e 2 relative amiche.
Persone che decidono, nemmeno avessero un unico cervello diviso in 9 parti, di cancellarti dalla loro vita, non rispondendo più a messaggi o chiamate, bloccando ogni tipo di possibile comunicazione.
Inizialmente li soprannominavo "L' élite", perché credevano, in cuor loro, di essere superiori e di poter giudicare qualunque altro essere umano.
Poi, solo oggi, ho capito quanto sia malata la loro idea "collettiva".
Siete praticamente dei cloni, incapaci di un'azione spontanea e pensata singolarmente.
Fate paura.
Anzi, di più.
Incontrare non 1, non 2, non 3.... ma ben 9 persone d'accordo nell'agire allo stesso modo (loro direbbero "coerentemente") è una situazione quantomeno allucinante.
L'ex gruppo, 1 amico storico, 2 ex morose e 2 relative amiche.
Persone che decidono, nemmeno avessero un unico cervello diviso in 9 parti, di cancellarti dalla loro vita, non rispondendo più a messaggi o chiamate, bloccando ogni tipo di possibile comunicazione.
Inizialmente li soprannominavo "L' élite", perché credevano, in cuor loro, di essere superiori e di poter giudicare qualunque altro essere umano.
Poi, solo oggi, ho capito quanto sia malata la loro idea "collettiva".
Siete praticamente dei cloni, incapaci di un'azione spontanea e pensata singolarmente.
Fate paura.
Anzi, di più.
Iscriviti a:
Post (Atom)



